Cloud Intelligence™Cloud Intelligence™

Cloud Intelligence™

Automazione: la chiave per tenere sotto controllo i costi cloud

By DoiTMar 15, 20226 min read

Questa pagina è disponibile anche in English, Deutsch, Español, Français, 日本語 e Português.

Le promesse del cloud pubblico spingono le aziende a investire risorse ingenti in iniziative cloud, non sempre con i risultati sperati.

cloud-automation

Le promesse del cloud pubblico spingono le aziende a investire risorse ingenti in iniziative cloud, non sempre con i risultati sperati. In questo articolo analizziamo la sfida della gestione dei costi cloud, i limiti dell'approccio manuale e i motivi per cui l'automazione rappresenta la risposta giusta.

Il caos dei costi cloud

Nella loro continua spinta verso l'innovazione digitale, le aziende sprecano cifre considerevoli a causa di un utilizzo inefficiente del cloud pubblico. Il potenziale in termini di efficienza operativa e innovazione fa lievitare la spesa cloud, ma il 2021 State of the Cloud Report rivela che gli sforamenti di budget sul cloud si attestano in media al 24%.

Il passaggio da un modello Capex (spesa in conto capitale) a uno Opex (spesa operativa) per l'IT e l'assenza di solidi sistemi di governance dei costi sono tra le ragioni per cui la spesa cloud può facilmente sfuggire di mano senza portare i risultati attesi.

Chi si avvicina per la prima volta al cloud deve inoltre confrontarsi con una pluralità di piani di sconto, fatture estremamente dettagliate e opzioni di deployment dei workloads complesse, che possono portare a un sovradimensionamento delle risorse. Considerati tutti questi fattori, l'adozione del cloud può rivelarsi una scelta onerosa per chi non dispone di strategie efficaci di ottimizzazione dei costi cloud.

L'approccio manuale alla gestione dei costi cloud

Le aziende sanno di avere un problema con la propria spesa cloud e molte sono decise ad affrontarlo. IDC prevede infatti che, entro il 2022, le aziende consapevoli di sprecare almeno il 20% della propria spesa per il cloud pubblico intendano dimezzare tale spreco investendo di più nella gestione dei costi del cloud pubblico.

Mettere a punto un piano per gestire i costi cloud è un processo complesso, articolato in più fasi:

  1. Individuare gli sprechi monitorando dove vengono generati i costi.
  2. Stabilire quali costi sono destinati a ripetersi in modo prevedibile.
  3. Destinare questi workloads al piano di sconto su commitment del proprio cloud provider.
  4. Identificare i costi eliminabili (ad esempio istanze inutilizzate ma lasciate in esecuzione).
  5. Ottenere indicazioni sul right-sizing delle istanze eventualmente sovradimensionate.
  6. Stimare con cognizione di causa i requisiti cloud futuri e pianificare come garantire tale capacità.
  7. Negoziare con i propri provider gli sconti sul compute cloud in cambio di compute commitments.
  8. Assicurarsi che il sistema di governance dei costi cloud sia a tenuta stagna.

E non basta: non ci si può sedere ad attendere fatture cloud più leggere. Analizzare l'utilizzo, ricavarne insight, applicare le opportune modifiche all'infrastruttura cloud, studiare i piani tariffari e tutte le altre attività legate all'ottimizzazione dei costi cloud costituiscono un processo continuo, esposto all'errore umano e particolarmente dispendioso in termini di tempo.

Esiste però un approccio al controllo dei costi cloud che elimina la fatica e il margine di errore umano: l'automazione dei costi cloud.

L'alternativa automatizzata

Nel momento stesso in cui si sceglie la strada dell'automazione per il controllo dei costi cloud, si comincia a risparmiare. Già la sola riduzione del tempo dedicato alla gestione manuale genera un risparmio: non solo si liberano i propri team per dedicarsi alle funzionalità e ai prodotti capaci di attrarre e fidelizzare i clienti, ma si contribuisce anche a eliminare l'errore umano, riducendo il tempo perso in attività di diagnosi e debug.

L'automazione semplifica enormemente l'elaborazione e l'interpretazione dei dati, consentendo di formulare e attuare raccomandazioni puntuali. Anziché tentare di analizzare l'utilizzo passato e prevedere i requisiti futuri internamente, è possibile affidarsi a tecnologie automatizzate per abbinare le proprie esigenze alle tipologie e dimensioni di istanze più convenienti disponibili. Se si iniziano a usare più o meno risorse di compute rispetto a quanto previsto, i commitments trasferiti sull'account possono essere riadattati di conseguenza.

Il processo è fluido e dinamico: tutte le modifiche avvengono in tempo reale per massimizzare le opportunità di ottimizzazione dei costi cloud. È così che funziona Flexsave di DoiT.

Flexsave utilizza i dati di fatturazione Google Cloud e AWS dei clienti per analizzare i pattern di utilizzo delle risorse on-demand e personalizzare, per ciascun account di fatturazione, il giusto mix di SP, RI e CUD acquistati all'ingrosso da DoiT. Quando l'utilizzo cambia, Flexsave adegua la configurazione degli sconti compute per ottimizzare il risparmio.

Per i clienti con esigenze di risorse imprevedibili, questo tipo di flessibilità è inestimabile e di fatto impossibile da ottenere senza automazione. Prendiamo un'azienda come NiceHash, un marketplace globale di hash power dove acquirenti e venditori di potenza di calcolo si incontrano per il mining di criptovalute.

Il mining di criptovalute è un settore in continua crescita ed evoluzione, in cui le variazioni della domanda sono frequenti, repentine e imprevedibili. A complicare le cose, l'hardware necessario è all'avanguardia: richiede continui cambiamenti nel numero di macchine virtuali e l'aggiornamento alle macchine più recenti man mano che vengono rilasciate. Questi requisiti rendono impossibile per NiceHash sfruttare i Committed Use Discounts (CUD) di Google Cloud, perché significherebbe vincolarsi a una specifica tipologia di processore.

Ed è qui che entra in gioco Flexsave. Come spiega Denis Tomasevic, head of infrastructure and security di NiceHash: "Con Flexsave by DoiT massimizziamo le nostre performance grazie alla flessibilità di cambiare macchina quando serve, ottenendo allo stesso tempo gli sconti CUD su quelle stesse macchine!"

L'automazione dell'ottimizzazione dei costi cloud nella pratica

La tecnologia ideale per automatizzare l'ottimizzazione dei costi cloud non lega l'azienda ai compute commitments di nessuno dei principali cloud provider. Per la maggior parte delle organizzazioni è un sollievo enorme, visti i costi che possono derivare dal vincolarsi a uno specifico piano di sconto fino a tre anni, indipendentemente dall'evoluzione dell'utilizzo. Flexsave, ad esempio, adegua gli sconti in base all'utilizzo senza mai legare l'azienda a un commitment specifico.

Un buon prodotto di ottimizzazione dei costi cloud non comporta alcun rischio. Anche in caso di picchi o crolli nell'utilizzo, non c'è da temere di pagare in eccesso per capacità extra inattese né di pagare per risorse sottoutilizzate. Il giusto meccanismo di automazione dà accesso agli sconti compute, eliminando la preoccupazione del capacity planning.

Forse il beneficio più grande di un'automazione solida è la tranquillità di sapere che la gestione dei costi cloud è sotto controllo, senza dover spendere tempo a preoccuparsene.

Il futuro del controllo dei costi cloud

Acquistare compute commitments dal proprio cloud provider può ridurre i costi di compute in modo significativo, ma scegliere quelli giusti e gestirli correttamente è tutt'altro che semplice. Potrebbe essere necessario acquistare prenotazioni da provider diversi, senza alcuna garanzia di non ritrovarsi con risorse inutilizzate o di non essere costretti ad acquistare istanze on-demand per far fronte ai picchi di domanda.

Flexsave automatizza il processo, massimizzando dinamicamente gli sconti cloud-compute per AWS e Google Cloud, senza i rischi e i vincoli dei commitments d'uso a lungo termine. I clienti risparmiano in media l'equivalente di uno sconto su impegno di 1 anno sulla propria spesa cloud-compute, grazie all'accesso on-demand all'inventario all'ingrosso di DoiT International composto da AWS Savings Plans, Reserved Instances e Committed Use Discounts di Google Cloud.

Cercare di controllare i costi cloud manualmente tradisce lo spirito stesso del cloud, nato come motore di agilità, innovazione ed efficienza tecnologica. Affidarsi a metodi manuali per la gestione dei costi cloud compromette la capacità di servire i propri clienti e impantana i team in attività noiose e poco stimolanti. Sostituendo l'intervento manuale con l'automazione, invece, si accelerano i processi, si massimizzano i risparmi e si liberano i team, che possono concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti e delle funzionalità che i clienti desiderano davvero.