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Il valore della persistenza (e della non persistenza) in Azure Virtual Desktop

By Greg WiedemanMay 26, 202514 min read

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Introduzione

Azure Virtual Desktop è un servizio di virtualizzazione di desktop e applicazioni che gira su Azure. Offre un'esperienza Windows completa con Windows 11, 10 o un ambiente virtuale Windows Server, accessibile da diversi dispositivi remoti. È possibile optare per una sessione singola, per assegnare i dispositivi a un solo utente, oppure per la modalità multi-sessione, per una migliore scalabilità. Rispetto alle macchine fisiche, garantisce vantaggi in termini di scalabilità, gestione centralizzata, efficienza dei costi e maggiore sicurezza.

Questo articolo analizza le implicazioni economiche della scelta tra Personal e Pooled Host Pool nel servizio Azure Virtual Desktop (AVD). "Personal" identifica un'esperienza desktop persistente, mentre "pooled" indica un'esperienza desktop non persistente.

Il deployment di AVD presuppone una decisione architetturale di fondo tra questi due modelli di desktop virtuale. Una scelta che incide in modo significativo sull'infrastruttura di storage, sulle attività di gestione corrente e sull'esperienza dell'utente finale.

Nelle pagine che seguono esamineremo i tradeoff propri di ciascun modello, per accompagnare il lettore nella creazione di deployment AVD efficienti dal punto di vista dei costi e calibrati sulle diverse esigenze degli utenti.

Ogni modello può rivelarsi più conveniente in scenari specifici: capire come ottimizzare ciascun approccio è la chiave per massimizzare i potenziali risparmi.

Persistente e non persistente: capire la differenza

In Microsoft Azure i concetti di "persistente" e "non persistente" sono sintetizzati nel termine "Host Pool", che si articola in due categorie distinte: Personal (persistente) e Pooled (non persistente).

Un Personal Host Pool è progettato per assegnare ogni session host a un singolo utente in modo esclusivo. Questa configurazione offre un ambiente desktop dedicato, su misura delle esigenze individuali, con impostazioni personalizzate, applicazioni installate e file personali che restano intatti da una sessione all'altra.

Le organizzazioni possono adottare un Personal Host Pool per migliorare le prestazioni e l'esperienza complessiva dell'utente, garantendo una maggiore separazione dei dati e una sicurezza più elevata. È una configurazione particolarmente indicata per chi necessita di un accesso costante a software specializzati o a informazioni sensibili e desidera un'area di lavoro stabile e sempre personalizzata.

Un Pooled Host Pool, al contrario, condivide i session host tra più utenti. In questo caso gli utenti accedono a desktop virtuali che vengono ripristinati al termine di ogni sessione, garantendo un ambiente nuovo all'utente successivo. Questo approccio è più efficiente in termini di risorse e più semplice da gestire, ma può non rispondere alle preferenze individuali o ai requisiti di conservazione dei dati con la stessa efficacia di un Personal Host Pool.

Entrambe le configurazioni sono fondamentali per offrire soluzioni di desktop virtuale: la scelta dipende dalle esigenze specifiche dell'organizzazione e dei suoi utenti.

**L'arte dell'equilibrio: i tradeoff sotto la lente**

Nella scelta del modello entrano in gioco diversi fattori e compromessi, dai requisiti di storage alla gestione, fino all'esperienza utente.

Storage a confronto

Le implicazioni in termini di storage dei modelli Personal e Pooled Host Pool sono nettamente diverse.

Il Pooled Host Pool non conserva le modifiche specifiche dell'utente tra una sessione e l'altra: a ogni accesso si presenta un ambiente desktop nuovo. Questi desktop virtuali non persistenti sono più convenienti dal punto di vista dello storage, perché si basano su immagini condivise e in genere richiedono meno spazio su disco per utente.

Profili e dati degli utenti vengono gestiti separatamente tramite soluzioni come i profile container (FSLogix) e le cartelle reindirizzate, archiviati su storage condiviso. Questa strategia consente un utilizzo più efficiente dello storage, dato che le risorse sono ripartite su una base utenti più ampia. L'infrastruttura condivisa del modello pooled riduce in modo evidente esigenze e costi di storage rispetto al modello persistente.

Il Personal Host Pool, invece, richiede una capacità di storage maggiore, dovendo conservare impostazioni personali, applicazioni installate e dati generati dall'utente. Le organizzazioni si trovano così a sostenere costi legati alla gestione di queste unità di storage individuali: dischi del sistema operativo, installazioni di applicazioni e dati personali.

Con il tempo, man mano che gli utenti accumulano dati e installano nuove applicazioni, cresce il rischio di un'escalation delle spese di storage. La natura dedicata dei Personal Host Pool si traduce direttamente in un consumo e in costi di storage più alti, rendendoli un'opzione decisamente più impegnativa sotto questo profilo.

A prescindere dal modello scelto, è possibile contenere i costi del disco del sistema operativo per Azure Virtual Desktop optando per un disco rigido standard (HDD) anziché per un'unità a stato solido (SSD). Questa scelta, però, penalizza le prestazioni e non è consigliata per i workloads soggetti a SLA. Nel decidere il tipo di disco, vanno sempre considerati i limiti di IOPS e throughput delle proprie macchine virtuali (VM).

Carico gestionale

Il carico gestionale di ciascun host pool AVD risponde a requisiti e casi d'uso differenti.

  • I Personal Host Pool semplificano la gestione di personalizzazioni utente, installazione di applicazioni e troubleshooting, ma richiedono uno sforzo maggiore per patching, aggiornamenti e backup su larga scala.
  • I Pooled Host Pool semplificano gestione, patching e aggiornamenti su larga scala, ma la loro natura multi-utente e non persistente rende più complesse l'amministrazione per singolo utente e la distribuzione delle applicazioni.

Di seguito un grafico che mette a confronto i due modelli rispetto alle attività di gestione quotidiane.

I link alle fonti sono riportati in fondo all'articolo.

Confrontando il grafico tra Personal Host Pool e Pooled Host Pool emerge chiaramente il tradeoff: alcuni elementi sono più semplici da gestire nel Pooled, altri nel Personal.

**Esperienza utente: su misura o standardizzata**

L'esperienza utente offerta da Personal e Pooled Host Pool risponde a esigenze e preferenze differenti. I Personal Host Pool garantiscono un livello di personalizzazione più alto: gli utenti possono modellare il proprio desktop, installare applicazioni e salvare le impostazioni da una sessione all'altra.

Ne risulta un'esperienza familiare e coerente, che può tradursi in una maggiore soddisfazione per chi attribuisce valore a uno spazio di lavoro personalizzato. È particolarmente indicata per gli utenti che hanno bisogno di software o configurazioni specifiche da mantenere fra le sessioni.

Il Pooled Host Pool, al contrario, propone un'esperienza standardizzata in cui gli utenti potrebbero dover riconfigurare le impostazioni e reinstallare le applicazioni a ogni accesso. Una condizione che può incidere su produttività e soddisfazione di chi si affida a una personalizzazione costante. È invece spesso più adatto a lavoratori orientati alle attività o ad ambienti in cui coerenza e sicurezza contano più della personalizzazione individuale.

Strumenti di gestione dei profili come FSLogix permettono di introdurre un certo livello di personalizzazione, mantenendo le impostazioni dell'utente fra le sessioni anche in un ambiente non persistente. Pur offrendo un'esperienza coerente e sicura, l'AVD non persistente sconta l'assenza di una personalizzazione duratura, un limite per chi necessita di configurazioni specifiche o installa applicazioni con frequenza.

I link alle fonti sono riportati in fondo all'articolo.

**Massimizzare i risparmi: strategie di ottimizzazione dei costi**

Ottimizzare i costi di Personal e Pooled Host Pool in Azure Virtual Desktop (AVD) richiede un approccio pianificato a gestione delle risorse e configurazione.

Ottimizzare i costi dei Personal Host Pool

Right-sizing delle macchine virtuali (VM)

  • Valutare le esigenze di risorse di ciascun utente (CPU, RAM, storage) per assegnare le VM in modo adeguato ed evitare sovradimensionamenti.
  • Considerare le diverse serie di VM ottimizzate per workloads specifici (ad es. general-purpose, memory-optimized, compute-optimized) in base alle necessità del singolo utente.
  • Esaminare regolarmente le metriche di performance delle VM tramite Azure Monitor per individuare le VM sotto- o sovrautilizzate e ridimensionarle di conseguenza.

Riferimenti

Pianificare lo spegnimento automatico

  • Configurare le VM per spegnersi automaticamente nelle ore non lavorative, quando gli utenti non sono attivi (ad es. notti e fine settimana).
  • Sfruttare Azure Automation, Azure Logic Apps o le funzionalità di scaling integrate in AVD (se disponibili) per pianificare avvio e arresto delle singole VM in base ai turni degli utenti.

Riferimenti

Sfruttare l'Azure Hybrid Benefit

  • Chi dispone di una licenza Windows Server o Windows 10/11 con Software Assurance può applicare l'Azure Hybrid Benefit per ridurre il costo di esecuzione delle VM Windows nel proprio personal host pool. Il vantaggio si traduce in costi di licenza del sistema operativo più bassi sulle VM assegnate.

Riferimenti

Utilizzare Reserved Instances (RI) o Azure Savings Plan for Compute

  • Per gli utenti con un utilizzo costante e prevedibile a lungo termine (ad es. dipendenti con VM dedicate), è consigliabile acquistare Reserved Instances o sottoscrivere un impegno di spesa oraria con Azure Savings Plan for Compute della durata di uno o tre anni. RI e Savings Plans offrono sconti significativi rispetto al pricing pay-as-you-go.
  • Analizzare le assegnazioni utente e la durata prevista del fabbisogno di una VM personale per definire i commitments più adatti tra RI e Savings Plan.

Riferimenti

Ottimizzare i costi di storage

  • Sulla base dei requisiti di performance di ciascun utente, scegliere il tier di storage più adatto (Standard SSD, Premium SSD) per i dischi del sistema operativo e per i dischi dei profili utente (con FSLogix).
  • Monitorare regolarmente la dimensione dei dischi dei profili utente e definire policy che ne governino la crescita (ad es. quote, reindirizzamento delle cartelle più voluminose).
  • Valutare l'impiego di Azure Files o Azure NetApp Files per lo storage dei profili, ottimizzando costi e performance in base alle esigenze del singolo utente. Identificare ed eliminare i dischi orfani o inutilizzati associati a VM deallocate.

Riferimenti

Gestire i profili FSLogix in modo efficace

  • Configurare FSLogix per reindirizzare al disco del profilo solo le parti effettivamente necessarie, riducendone dimensioni complessive e operazioni di I/O.
  • Adottare i profile container per migliorare le performance e gestire i profili utente nei personal host pool. Definire policy per ripulire i file temporanei e tenere sotto controllo la dimensione dei container.

Riferimenti

Monitorare e analizzare i costi con regolarità

  • Sfruttare Azure Cost Management per avere visibilità sulla spesa AVD del personal host pool.
  • Definire budget e avvisi sui costi per tenere sotto controllo le spese e cogliere in modo proattivo eventuali aumenti imprevisti.
  • Analizzare la suddivisione dei costi per resource group, servizio e tag, per individuare la provenienza delle spese dei desktop.

Riferimenti

Etichettare le risorse in modo coerente

  • Adottare una strategia di tagging coerente su tutte le risorse AVD del personal host pool (host pool, singole VM, dischi e così via).
  • I tag favoriscono organizzazione, allocazione dei costi (ad es. per utente o reparto) e reportistica, semplificando il monitoraggio della spesa.

Verificare regolarmente l'utilizzo delle risorse

  • Rivedere periodicamente l'utilizzo di tutte le risorse AVD del personal host pool per identificare le VM costantemente sottoutilizzate, da ridimensionare o deallocare se non più necessarie.
  • Affidarsi alle raccomandazioni di Azure Advisor per cogliere ulteriori opportunità di ottimizzazione dei costi nel personal host pool.

Ottimizzare i costi di rete

  • Posizionare l'ambiente AVD nella stessa region Azure degli utenti, per minimizzare i costi di trasferimento dati.
  • Evitare di assegnare indirizzi IP pubblici ai singoli session host quando non strettamente necessario.

Scegliere l'immagine del sistema operativo giusta

  • Selezionare un'immagine base del sistema operativo ottimizzata per le esigenze degli utenti, evitando software superfluo che consuma risorse.

Applicando queste strategie è possibile ridurre in modo concreto i costi dei Personal Host Pool di Azure Virtual Desktop, garantendo al contempo agli utenti le risorse dedicate di cui hanno bisogno. Monitoraggio costante e aggiustamenti basati sui pattern di utilizzo sono determinanti per massimizzare l'efficienza dei costi.

Ottimizzare i costi dei Pooled Host Pool

Implementare l'autoscaling

  • Adeguare dinamicamente il numero di session host attivi in base alla domanda degli utenti e a soglie predefinite.
  • Scalare verso l'alto nelle ore di picco per mantenere le performance e ridimensionare verso il basso nelle ore di minor traffico per contenere i costi di calcolo.
  • Sfruttare le funzionalità di autoscaling integrate in Azure Virtual Desktop o Azure Automation per un controllo più granulare.

Riferimenti

Right-sizing delle VM per workloads pooled

  • Individuare la dimensione di VM ottimale che bilanci performance e costi rispetto al carico di utenti concorrenti. Gli ambienti pooled traggono spesso vantaggio da VM ottimizzate per il multi-utente.
  • Monitorare le metriche di performance complessive dell'host pool (utilizzo di CPU e memoria) per assicurarsi che le VM siano dimensionate in linea con l'utilizzo medio concorrente.
  • Valutare VM burstable (ad es. serie B) per risparmiare sui workloads con picchi di utilizzo occasionali.

Riferimenti

Ottimizzare i limiti di sessione per VM

  • Configurare con cura il numero massimo di sessioni utente concorrenti consentite su ciascuna VM.
  • Aumentare la densità di sessioni può migliorare l'efficienza dei costi massimizzando l'utilizzo delle VM, ma è essenziale tenere d'occhio performance ed esperienza utente per evitare un degrado del servizio.
  • Testare diversi limiti di sessione fino a individuare l'equilibrio ideale per i propri workloads.

Riferimenti

Implementare auto-shutdown e Start on Connect

  • Configurare i session host per spegnersi dopo un periodo di inattività e risparmiare automaticamente risorse di calcolo.
  • Sfruttare la funzionalità "Start VM on Connect" (se supportata dalla soluzione di scaling) per accendere i session host solo quando un utente tenta di connettersi.

Riferimenti

Sfruttare l'Azure Hybrid Benefit

  • Utilizzare le licenze Windows Server o Windows 10/11 con Software Assurance per ridurre il costo di esecuzione delle VM Windows nel pooled host pool.
  • Il vantaggio agisce sui costi di licenza del sistema operativo dei session host.

Riferimenti

Utilizzare Reserved Instances (RI) o Azure Savings Plan for Compute

  • Per una baseline prevedibile di session host sempre attivi, acquistare Reserved Instances o sottoscrivere un impegno di spesa oraria con Azure Savings Plan for Compute della durata di uno o tre anni.
  • Analizzare la capacità minima richiesta nelle ore lavorative per stabilire numero e tipologia adeguati di commitments tra RI e Savings Plan.

Riferimenti

Ottimizzare i costi di storage

  • In base ai requisiti di performance, scegliere il tier di storage adeguato (Standard SSD, Premium SSD) per i dischi del sistema operativo e per lo storage dei profili. Negli ambienti pooled gli SSD Standard per i dischi di sistema operativo offrono spesso il miglior rapporto qualità-prezzo.
  • Adottare la gestione dei profili FSLogix per amministrare i profili utente e ridurre il consumo di storage in modo efficiente.
  • Rivedere e gestire periodicamente la dimensione dei profile container FSLogix.
  • Valutare Azure Files o Azure NetApp Files per lo storage dei profili, ottimizzando costi e performance.
  • Rimuovere i dischi orfani o inutilizzati.

Riferimenti

Gestire i profili FSLogix in modo efficace

  • Configurare FSLogix per reindirizzare solo le parti necessarie del profilo utente, riducendo al minimo dimensione dei container e operazioni di I/O.
  • Sfruttare i profile container per garantire performance e gestione migliori negli ambienti pooled.
  • Definire policy per gestire i file temporanei e contenere la crescita dei profili.

Riferimenti

Monitorare e analizzare i costi con regolarità

  • Sfruttare Azure Cost Management per avere visibilità sulla spesa AVD del pooled host pool.
  • Configurare budget e avvisi sui costi per tenere sotto controllo le spese in modo proattivo e individuare picchi imprevisti.
  • Analizzare la suddivisione dei costi per resource group, servizio e tag, per capire quali sono i veri driver di spesa.

Riferimenti

Etichettare le risorse in modo coerente

  • I tag consentono una migliore allocazione dei costi, una reportistica più puntuale e un tracciamento più accurato della spesa.
  • Adottare una strategia di tagging coerente su tutte le risorse AVD del pooled host pool (host pool, VM, dischi e così via).

Verificare regolarmente l'utilizzo delle risorse

  • Rivedere periodicamente l'utilizzo di tutte le risorse AVD del pooled host pool per identificare inefficienze o componenti sottoutilizzati.
  • Affidarsi alle raccomandazioni di Azure Advisor per cogliere ulteriori opportunità di ottimizzazione dei costi.

Ottimizzare i costi di rete

  • Collocare le risorse nella stessa region degli utenti e degli altri servizi più utilizzati, per ridurre al minimo l'egress di dati.
  • Evitare indirizzi IP pubblici non necessari sui session host.

Scegliere l'immagine del sistema operativo giusta

  • Selezionare un'immagine base ottimizzata per scenari multi-utente, includendo solo il software essenziale.

Adottando queste strategie, le organizzazioni possono ridurre in modo significativo i costi dei Pooled Host Pool di Azure Virtual Desktop senza rinunciare a un'esperienza utente di alto livello. Monitorare e affinare le configurazioni in linea con i pattern di utilizzo è la chiave per massimizzare l'efficienza.

**La prospettiva di utenti e workloads: una guida alle scelte architetturali**

Per scegliere il modello Azure Virtual Desktop (AVD) più adatto e mettere a terra strategie efficaci di ottimizzazione dei costi è fondamentale conoscere a fondo i diversi ruoli utente, le applicazioni richieste e i pattern tipici di workload.

L'AVD persistente, ad esempio, è spesso la scelta preferita per gli sviluppatori software che necessitano di strumenti di sviluppo specifici, per i designer che richiedono software e configurazioni su misura e per gli amministratori IT che si appoggiano a privilegi elevati.

L'AVD non persistente, al contrario, si presta meglio agli operatori di call center con applicazioni standardizzate, agli studenti dei laboratori informatici, al personale temporaneo con esigenze applicative essenziali e al personale sanitario che consulta le cartelle cliniche.

È fondamentale valutare i pattern di workload, comprese le ore di picco e di morbida e i normali turni di lavoro: questi fattori influenzano in modo significativo le strategie di scaling e l'attuazione di tecniche di ottimizzazione dei costi come autoscaling e reserved instances.

Monitorare l'attività degli utenti e l'utilizzo delle risorse con strumenti come Azure Virtual Desktop Insights aiuta inoltre a individuare ulteriori margini di ottimizzazione e di risparmio.

Senza una visione completa di come gli utenti useranno i propri desktop virtuali e di quali siano le esigenze delle loro applicazioni, le organizzazioni rischiano di scegliere un modello troppo costoso o non in grado di rispondere alle richieste degli utenti, con conseguente spreco di risorse o calo della produttività.

Fonti

[1] Approcci di gestione degli host pool — Azure Virtual Desktop https://learn.microsoft.com/en-us/azure/virtual-desktop/host-pool-management-approaches

[2] Configurare l'assegnazione di personal desktop in Azure Virtual Desktop https://learn.microsoft.com/en-us/azure/virtual-desktop/configure-host-pool-personal-desktop-assignment-type

[3] Gestione delle applicazioni di Azure Virtual Desktop (AVD) — Nerdio https://getnerdio.com/resources/all-about-application-management-in-azure-virtual-desktop-avd/

[4] Windows Virtual Desktop Pooled vs Personal — Cloud Build https://cloudbuild.co.uk/windows-virtual-desktop-pooled-vs-personal/

[5] AZ-140 ep03: AVD Personal and pooled desktops — YouTube https://www.youtube.com/watch?v=j764k4zPm8w

[6] Aggiornare i session host con session host update in Azure Virtual … https://learn.microsoft.com/en-us/azure/virtual-desktop/session-host-update-configure

[7] Quando utilizzare Azure Site Recovery con Azure Virtual Desktop — Nerdio https://getnerdio.com/resources/when-to-use-azure-site-recovery-with-azure-virtual-desktop/

[8] Streamline Azure Virtual Desktop Custom Image and Host Pool … https://www.numecent.com/2025/03/03/streamline-azure-virtual-desktop-custom-image-and-host-pool-manageme/

Scegliere tra Personal e Pooled Host Pool significa soppesare i tradeoff legati alle esigenze di storage, all'impegno gestionale e all'esperienza utente.

Il modello Pooled è spesso più conveniente, soprattutto per le organizzazioni con molti lavoratori orientati alle attività. Il modello Personal, di contro, può essere preferibile per chi privilegia un'esperienza personalizzata e coerente.

In definitiva, l'approccio migliore dipende dalla capacità di leggere le esigenze degli utenti e i pattern di workload, così da garantire efficienza dei costi ed esperienza utente positiva. Le organizzazioni dovrebbero dedicare tempo alla valutazione dei propri requisiti specifici e implementare con cura le strategie di ottimizzazione dei costi qui illustrate, per individuare la soluzione più adatta alla propria situazione.

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