Gli sconti sui commitment sono complessi e richiedono ingenti investimenti di tempo e denaro.

Gli sconti sui commitment sono complessi e richiedono ingenti investimenti di tempo e denaro. L'automazione permette di ottenere quei risparmi con il minimo sforzo e rischio.
Da quando esiste il public cloud, gli utenti cercano nuove strade per ottimizzare la spesa ed evitare che i costi cloud sfuggano di mano. Intervenire su ambiti come lo storage o l'utilizzo dei database può senz'altro aiutare, ma la leva più importante per ridurre i costi del public cloud è l'ottimizzazione della spesa compute. I costi compute rappresentano in genere tra il 50 e l'80% della bolletta cloud complessiva: è quindi evidente che si tratti dell'obiettivo principale da perseguire per abbattere la spesa cloud totale.
La buona notizia è che provider di public cloud come Amazon Web Services (AWS) e Google Cloud Platform (GCP) offrono sconti compute significativi agli utenti disposti e in grado di impegnarsi su un determinato volume di utilizzo per un periodo di 1 o 3 anni (naturalmente, più lungo è il commitment, maggiore è lo sconto ottenibile).
La cattiva notizia è che sfruttare questi sconti sui commitment comporta due sfide principali:
- Prevedere con precisione le esigenze compute per i prossimi uno o tre anni
- Gestire l'utilizzo per tutta la durata del commitment in modo da centrare gli obiettivi
Questi ostacoli possono essere particolarmente insidiosi per le realtà digital-native ancora giovani e in fase di scaling dei propri sistemi e applicazioni cloud: oltre a non disporre delle risorse o della runway per assumersi il rischio e l'onere gestionale di un portafoglio di commitment, hanno scarsa visibilità su quali saranno le loro esigenze tra tre mesi, figuriamoci tra tre anni. Lo stesso vale per le aziende più grandi, con esigenze infrastrutturali e di commitment distribuite su più team che possono faticare a tenerne sotto controllo i costi.
Prevedere le esigenze compute

A seconda di come è organizzata l'azienda, la previsione dell'infrastruttura public cloud può essere in capo a un singolo team oppure essere condivisa tra più team in base ai progetti e alle esigenze specifiche di ciascuno.
In ogni caso, impegnarsi su un livello fisso di utilizzo compute per un lungo periodo comporta rischi significativi: se sovradimensiona il commitment, rischia di sprecare denaro su istanze compute inutilizzate; se lo sottodimensiona, rischia di pagare prezzi premium per le istanze on-demand.
Dai cloud provider si possono ottenere sconti maggiori essendo più precisi nei commitment compute, ad esempio indicando in anticipo specifici machine type o regioni. Allo stesso tempo, è fondamentale tenere conto della flessibilità al momento dell'acquisto. Gli ambienti public cloud evolvono a ritmo serrato, perciò se il software o il modello di business cambiano, può rendersi necessario riconfigurare l'ambiente. Se ciò accade e non ha sottoscritto un commitment che offre quel tipo di flessibilità, potrebbe essere costretto a sostenere comunque il costo.
Prima di vedere quali tipologie di commitment si possono acquistare e i diversi livelli di flessibilità che offrono, ecco gli aspetti su cui concentrarsi quando si prevedono le esigenze compute:
- Ambito interno
Chi utilizzerà questo commitment? All'interno della sua organizzazione DevOps ci sono più team che lo condivideranno, oppure è preferibile acquistare un commitment dedicato a ciascun team?
- Durata del commitment
Quanto è disposto a impegnarsi nel lungo termine? Se ha esigenze di utilizzo chiare e specifiche stabili, può valutare un commitment triennale per una baseline pari a una quota della sua previsione (ad esempio il 50%) per massimizzare i risparmi. Il resto può essere coperto con una combinazione di commitment annuali e/o istanze on-demand.
- Servizi
Le serve solo compute infrastructure-as-a-service di base (ad es. EC2 o GCE)? Userà container? Serverless? Kubernetes? In tal caso, possono essere coperti tutti dallo stesso commitment oppure è meglio distribuirli su commitment separati? Tenga presente che distribuirli aumenta la flessibilità, ma può accrescere anche l'onere di gestione.
- Machine type
Quali machine type e dimensioni serviranno ai suoi team per realizzare la sua offerta digitale? Ed esiste la possibilità che queste esigenze cambino nei prossimi uno o tre anni?
- Regioni
Stabilire le regioni in cui attivare le macchine è probabilmente un esercizio piuttosto semplice nell'immediato, ma può diventare un peso man mano che l'azienda o la base utenti si espande in nuovi mercati. Si chieda se le regioni potrebbero cambiare. Se sì, il suo commitment garantirà la flessibilità necessaria, oppure dovrà acquistarne di nuovi per accompagnare quella crescita?
Una volta risposto a queste domande, dovrà decidere quale tipo di commitment acquistare. Sia AWS sia GCP propongono diverse tipologie di piani di commitment compute con vari livelli di flessibilità. In linea generale, si possono ricondurre a due gruppi:
- I commitment basati sulle risorse richiedono un determinato volume di utilizzo in base a specifiche definite in anticipo. Su AWS si presentano nella forma di Reserved Instances (RI) o Convertible RI. Su GCP si chiamano Committed Use Discounts (CUD).
- I commitment basati sulla spesa permettono di impegnarsi su un determinato livello di spesa indipendentemente dalle specifiche delle risorse. Questa maggiore flessibilità si traduce in sconti più contenuti. Su AWS rientrano nei Savings Plans (SP), su GCP nei FlexCUD.

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Come si nota nel grafico qui sopra, i public cloud su cui sta sviluppando e i diversi livelli di flessibilità che offrono compongono un ventaglio di opzioni tra cui individuare quella più adatta alle sue esigenze.
Per gli utenti AWS, alla complessità si aggiunge la possibilità di rivendere le Standard RI sull'AWS Marketplace per recuperare il costo di quelle eventualmente inutilizzate a seguito di un sovradimensionamento. Naturalmente, non c'è alcuna garanzia di trovare un acquirente per quegli specifici workloads e, anche quando lo si trova, il processo di vendita aggiunge un ulteriore livello di complessità e impegno di tempo per chi nel team se ne fa carico.
Gestire e monitorare i commitment
Ora che ha previsto le esigenze compute e acquistato qualche commitment in base a quelle proiezioni, il lavoro è tutt'altro che concluso. La gestione del portafoglio di commitment è importante quanto la previsione che precede l'acquisto, se non di più. Per quanto bene si pianifichi e si effettui il provisioning, infatti, l'ambiente richiederà quasi sempre qualche aggiustamento, oppure emergeranno nuove esigenze che imporranno l'acquisto di ulteriori commitment.
Detto questo, ecco alcuni aspetti da tenere d'occhio mentre monitora i commitment lungo il loro ciclo di vita:
- Equilibrio tra commitment e workloads on-demand
Ne abbiamo accennato nella sezione sulla previsione, ma man mano che le esigenze compute crescono, deve stabilire quanto può essere coperto da commitment a 1 o 3 anni e quanto invece lasciato agli acquisti on-demand.
- Espansione regionale
L'azienda o l'offerta di servizi sta crescendo? Sta puntando a utenti in nuovi mercati? In tal caso, a meno che non sia già coperto da un commitment basato sulla spesa (ad esempio un Compute SP su AWS o un FlexCUD su GCP), dovrà probabilmente acquistare nuovi commitment per coprire quelle regioni.
- Tracciamento e monitoraggio continuo dell'utilizzo
È fondamentale sapere se sta rispettando o meno gli obiettivi di utilizzo lungo l'intero ciclo di vita di un commitment. Può essere difficile da capire se l'utilizzo è altalenante nel corso del periodo, per via di fluttuazioni nella base utenti o di una stagionalità intrinseca al modello di business. In ogni caso, le serve sapere se rischia di superare le quote previste e, di conseguenza, di incorrere in costi di overage (o di dover acquistare nuovi commitment per coprire l'eccedenza), oppure se a fine periodo si troverà con workloads inutilizzati.
- Rinnovi
Mentre monitora i commitment, dovrà decidere cosa fare alla loro scadenza: acquistarne uno nuovo, riconfigurarlo o lasciarlo scadere del tutto. È una decisione che diventa naturalmente più impegnativa man mano che il portafoglio di commitment cresce e ci si ritrova con date di rinnovo e scadenza scaglionate nell'arco dell'anno.
Dov'è il pulsante "facile"? 
Se a questo punto le gira la testa per tutti i fattori da considerare, non è certo l'unico. Gestire un portafoglio di commitment può essere così oneroso e comportare rischi così marcati che molte aziende preferiscono lasciar perdere e affidarsi esclusivamente ai workloads on-demand, nonostante il costo più elevato.
Esiste però un modo per automatizzare i commitment compute eliminando sia il rischio sia l'onere gestionale. DoiT Flexsave™ è stato progettato proprio per questo. Grazie al machine learning, Flexsave analizza la spesa compute in corso per individuare i workloads AWS non già coperti da sconti esistenti (ad es. SP, RI, Spot o Enterprise Discount Program) e applica automaticamente l'equivalente di un Savings Plan annuale a quei workloads on-demand.
"Senza Flexsave, probabilmente non saremmo nemmeno in grado di utilizzare gli sconti basati sui commitment; ora otteniamo i benefici del risparmio praticamente senza alcuno sforzo." –Kyâne Pichou
Questo approccio ha generato milioni di dollari di risparmi per centinaia di clienti Flexsave negli ultimi anni, tra cui la piattaforma di e-commerce Phenix, che da quando ha attivato Flexsave ha risparmiato oltre il 25% sui propri workloads compute on-demand. "Senza Flexsave, probabilmente non saremmo nemmeno in grado di utilizzare gli sconti basati sui commitment; ora otteniamo i benefici del risparmio praticamente senza alcuno sforzo", racconta Kyâne Pichou, responsabile DevOps. "Lo abbiamo attivato e ce ne siamo dimenticati: questo ci permette di concentrarci sullo sviluppo delle altre funzionalità all'interno della piattaforma Phenix."

Queste tariffe scontate annuali possono ridurre drasticamente la spesa compute on-demand e, poiché Flexsave si affianca ai commitment esistenti, non deve preoccuparsi di perdere gli sconti di cui già beneficia. Per questo motivo, molti clienti DoiT continuano ad acquistare commitment triennali per una parte delle esigenze compute così da massimizzare i risparmi, lasciando poi a Flexsave il compito di coprire il resto con l'equivalente annuale.
Come gli altri prodotti e servizi DoiT, anche Flexsave è gratuito e si configura in modo rapido e semplice, senza modifiche al codice né downtime nel suo ambiente.
Per saperne di più su Flexsave o sulle altre strategie di ottimizzazione dei costi cloud consigliate da DoiT, si metta oggi stesso in contatto con un esperto.